Comune di Travo

Storia del comune

Situato a 171 m s.l.m. a circa 27 km da Piacenza, Travo fu luogo di insediamenti preromani, come dimostrerebbero le iscrizioni dedicate alla Dea Minerva Medica Cabardiacense e i resti del tempio murati nella canonica della vicina Chiesa di Caverzago. Qui San Savino nel IV secolo per combattere il persistente paganesimo introdusse il culto di Sant'Antonino, legionario romano martirizzato durante le persecuzioni di Diocleziano.

Il centro storico che conserva costruzioni e monumenti di epoca medioevale si trova sulla sponda sinistra del fiume; a sud della piazza principale troviamo il Castello Anguissola, ora di proprietà del Comune, che malgrado i numerosi interventi di restauro e rifacimento subiti nei secoli conserva ancora le medioevali finestre trilitiche disposte su due ordini contrapposti. A lato dell'edificio si eleva una maestosa torre quadrata; un'altra, sempre a base quadrata, si intravede all'interno mentre una terza cilindrica è situata tra la prima e il fiume.

Oggi i locali del Castello, opportunamente restaurati con interventi significativi del Comune, ospitano la sede di numerose associazioni culturali, sportive, di volontariato ed il Museo Civico Archeologico. Infatti grazie agli sforzi dell'Amministrazione comunale e dei volontari del gruppo di ricerca ''La Minerva'', numerosi reperti provenienti da scavi effettuati nel territorio ed in particolare dal ritrovamento di un villaggio del neolitico hanno trovato una collocazione permanente. Ogni anno nel mese di luglio si svolge una campagna di scavi nei pressi del paese alla quale partecipano studenti ed appassionati provenienti da tutta Europa.

Dalla piazza principale, passando per la volta che attraversa la base della torre più alta, si arriva alla Chiesa di S. Antonino, eretta attorno alla metà del secolo XI.
Essa mostra tracce del primitivo edificio romanico nelle monofore e nella tipologia decorativa del lato settentrionale esterno della navata centrale a larghe lesene e ad archetti pensili binati su mensole lisce. La chiesa, ora a tre navate, che non rispecchiano l'originaria organizzazione dello spazio interno, fu per molti anni lasciata in stato di semi abbandono, tanto che nel seicento la costruzione sembrava compromessa.
Nei primi decenni del XVIII secolo furono eretti il battistero e la sagrestia e fu ricostruita la torre campanaria. Radicali interventi di restauro e di rifacimento vennero realizzati solamente nel 1815.