Comune di Travo

CHE COS'È
È costituito da due distinti elenchi formati da cittadini che, previa domanda e successiva iscrizione, possono essere chiamati ad affiancare i giudici togati (magistrati) nella composizione della Corte d'Assise e della Corte d'Assise di appello in occasione dei processi.
REQUISITI PER L'ISCRIZIONE
Per potersi iscrivere negli elenchi dei giudici popolari occorre:
- essere cittadino italiano e godere dei diritti civili e politici;
- aver tenuto una buona condotta morale;
- avere un'età non inferiore a 30 e non superiore ai 65 anni;
- possedere il titolo di studio di scuola media inferiore per le Corti d'Assise e quello di scuola media superiore per le Corti d'Assise di Appello;
- non trovarsi in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 12 della Legge n. 287 del 10 aprile 1951:
"12. Incompatibilità con l'ufficio di giudice popolare.
Non possono assumere l'ufficio di giudice popolare:
a) i magistrati e, in generale, i funzionari in attività di servizio appartenenti o addetti all'ordine giudiziario;
b) gli appartenenti alle forze armate dello Stato ed a qualsiasi organo di polizia, anche se non dipende dallo Stato in attività di servizio;
c) i ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione."

CANCELLAZIONE DAGLI ELENCHI
L'iscrizione permane fino ad eventuale cancellazione d'ufficio nei casi stabiliti dalla normativa in vigore.
La cancellazione può avvenire d'ufficio nei casi previsti dall'articolo 12 della Legge n. 287/1951, in base al quale sono esclusi dall'ufficio di giudice popolare i magistrati e funzionari in servizio all'ordine giudiziario, gli appartenenti alle Forze Armate e alla Polizia, i membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione.
L'UFFICIO DEL GIUDICE POPOLARE E' OBBLIGATORIO
Chi, essendo chiamato a prestare tale servizio, non si presenta senza giustificato motivo, è condannato al pagamento di una somma da € 5,28 a € 15,49 nonché alle spese dell'eventuale sospensione o del rinvio del dibattimento.
Ai giudici popolari spetta un'indennità di € 25,82 per ogni giorno di effettivo esercizio della funzione.
Se sono lavoratori dipendenti o autonomi senza diritto alla retribuzione nei giorni in cui esercitano le loro funzioni, l'indennità è elevata a € 51,65 per le prime 50 udienze e a € 56,81 per le udienze successive.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Legge n. 287 del 10 aprile 1951 ''Riordinamento dei giudici di assise''.
Legge n. 405 del 5 maggio 1952 ''Ammissione delle donne a partecipare all'amministrazione della giustizia nelle Corti d'Assise e nei tribunali per minorenni''.
D.P.R. n. 273 del 28 luglio 1989.